3 settembre 2013

Io sono rugiada















Gocciolo di sentimenti
bagno le zolle e sotto le sementi,
faccio crescere steli silenziosi
soffocati da raggi minacciosi

Nessuna pietà per me rugiada
il sole mi vuole evaporare
spero in un mattino pietoso
in un sole che mi lasci gocciolare

un sole meno forte
che non decida della vita e della morte
che abbia rispetto
davanti al mio umido cospetto

(Ezio Spataro)


2 settembre 2013

L'amore primigenio


Ricordo l'Eden
in cui Dio mi creò
ricordo l'amore
che Eva mi donò

sotto quel sole
che sempre sorgeva
con la mia Eva
che ancora mi amava

un unico corpo
un unico fiato
nell'armonia
di tutto il creato.

Venne l'inganno
l'astuto serpente
colsimo un frutto
assai seducente

perdemmo tutto
restammo con niente
cacciati fuori
da quel continente

venne il dolore
la dura terra
venne un odore
foriero di guerra

l'uomo e la donna
un tempo felici
si combatterono
come nemici

(Ezio Spataro)

28 agosto 2013

Liberati come il vento
















Liberati come il vento
che sempre va dove vuole
varca il tuo orizzonte
dove il mondo ancora non muore
e aldilà io forse ti aspetto
se il cuore mi batte ancora nel petto


Viaggia serena nel mondo
io voglio che fai il girotondo
giochiamo a farci la guerra
caschiamo di nuovo per terra
la guerra deve essere un gioco
l'amore : più molto che poco !


Voglio vederti felice
dormire serena il tuo sonno
per nulla si oscuri la luce
davanti il tuo sguardo di donna 
distruggi le sbarre da cella
erette da sempre a tuo danno
si veda tu quanto sei bella
che tanti ancor non lo sanno !

(Ezio Spataro)


24 agosto 2013

Tuffandomi nel mare



Volevo tuffarmi nel mare
sentirmi parte di un onda
arrivare all'altra sponda

volevo nuotare lontano
misurare le mie braccia
sentire pompare il cuore
sfinirmi sul pavimento del mare

volevo impregnarmi del suo sale
sentire l'alga solitaria
purificarmi da ogni male

e guardavo le acque del mare
tra le burla degli amici
che mi vedevano tuffare

la barca camminava
e non mi bastava tutto il mare
pensavo a quanto ancora
mi restava da nuotare


(Ezio Spataro)

23 agosto 2013

Equilibrio delicato




Vivo su equilibri delicati
ricamati nel ventre di mia madre
fili di promesse verginali
uccelli che si spezzano le ali

Vivo in equilibrio sopra un filo
fissato su di un tempo che non venne
uccello che si spegne ancora in volo
al sole gli si bruciano le penne

Vivo in equilibrio precario
in un tempo soldato-mercenario
io sognavo fare il cavaliere
in un tempo dove vince il puttaniere

Vivo su equilibri terreni
al confine tra l'inferno e il paradiso
dove sei tempo che non vieni
a mostrarmi finalmente il tuo bel viso ?

Vivo in equilibrio molto esiguo
in un tempo poco chiaro e troppo ambiguo
un filo di equilibrio ancor più tenue
per le menti che rimangono più ingenue.

(Ezio Spataro)

13 agosto 2013

Don Chisciotte della Mincha


Giocavi a sognarmi cavaliere
giocavi con i baci e a far l'amore
giocavi giocavi fino a ieri
tu eri l'infermiera
e io il dottore

Volevi luccicassi come oro
giocavi a scoprire il tuo tesoro
ma ora ritorni nel mortaio
col piede di ferro che pesta sull’ acciaio

L'importanza del tempo
il  mantello che perde ancora un lembo
un vecchio cavaliere da conquista
un prode dell’amore non tempista

Mi pento o non mi pento
combatto coi mulini se c’è vento ?
Io sono un don chisciotte a primavera
che forse crede troppo alla leggera !!

Il tempo è importante, 
il tempo è galante
si tempra l'armatura 
si fa preziosa e pura


Ferro Metallo Acciaio
si torna a pestare nel mortaio
dove le armi l'amore e l'oro
dove la conquista del tesoro?


Rialzo il forte scudo 
impugno la mia lancia
io sono Don Chisciotte della Mincha !!

(Ezio Spataro)


23 luglio 2013

Questa è la città che odio


Odio le folle,
la dispersione del pensiero
amo l'amico che scende dal colle
e mi accoglie con sguardo sincero

odio le vostre serate spente
il vostro osannato rumore
la vostra discoteca demente
i vostri karaoke dell'orrore

odio la vostra baldoria
le vostre serate senza gloria
amo la semplicità di una panchina
a far due chiacchere con la vicina

amo un pomeriggio qualunque
in un dicembre freddo e nevoso
in un giorno pescato dovunque
un giorno nondimeno virtuoso

odio la vostra apparenza
che vi rende puttane anzichè dame
i vostri pub di tendenza
i vostri aperitivi ridotti alla fame

odio la vostra paura
di non far parte della mischia
e io amo, si, io amo la natura
e chi delle folle se ne infischia !!

Odio questa città di militanti fighettini
che giocano agli eterni ragazzini
odio la loro estenuante movida
gente che non sa un cazzo della vita !!



(Ezio Spataro)

10 giugno 2013

Vedo il blu


Visi incollati al vetro di una finestra
occhi spalancati nella notte
sonno che si perde nel blu
nei cieli annegati 

ombre respirano silenziose
si allungano verso un mondo appena spento
quando il deserto penetra nelle città
dal blu profondo

si aprono corolle di fiori neri
a portare il polline della notte
occhi senza sonno
guardano fuori nel mondo

un giorno si inginocchia alla notte
una quiete si adagia sulle vie stanche

(Ezio Spataro)

3 giugno 2013

Terra bruciata



Brucia la terra tutto intorno
e una musica mi sgorga dentro
nelle vene gonfie
di sangue impazzito
nelle vene arse dal fuoco


Non ci sono promesse
se non questa musica forte
che viene da lontano
e racconta la lotta
il calore delle viscere
quando per non morire
dovevo vibrare
con note di dolcezza e violenza


Farò un falò di fredde promesse
bruciate là  in Norvegia
in quella messe
dove il grano seccò
prima ancora di crescere.

Non resterà più nulla da ardere.

(Ezio Spataro)


23 aprile 2013

Echi di parole



Avevo calcolato
parole violente
bombe di Hiroshima
che inquinano la terra
pensieri altezzosi
che soffocano il grano
scritture perverse
che si insinuano tra i papaveri

Scriverò col fuoco
segni primordiali
che umiliano le parole arroganti
sole nascente sul dorso di una lucertola
raggio sincero che illumina i campi

Parole che seguono gli insetti
i pollini sparsi nell'aria
le ali che battono veloci
gli echi di parole 
infranti sulle rocce

E seguirò il mio corso
come acqua che scende
da burroni montani
un corso incerto
verso l'oceano che mi annulla
verso la madre che
si riprende il figlio

(Ezio Spataro)