8 agosto 2018
Restiamo umani, non caporali
Restiamo umani, facciamoli arrivare a frotte
tanto io dico chi se ne fotte
gli uomini andranno sotto i caporali
le donne andranno a battere nei viali
Restiamo umani, facciamoli arrivare a fiumi
tanto li aiuteranno i santi numi
raccoglieranno pomodori nei cassoni
esploderanno dentro vecchi furgoni
Restiamo umani, facciamoli venire a iosa
tanto a noi ce ne può fregar qualcosa?
Andranno nei campi a lavorare 12 ore
mentre noi vivremo su tutt altro tenore
Restiamo umani, facciamoli approdare sulle coste
tanto non lavoreranno in banca o alle poste
faranno gli schiavi per qualche mafioso
mentre noi faremo un lavoro decoroso
Restiamo umani, facciamoli sbarcare ovunque
tanto non si arriverà mai a un dunque
che giungano ancora a volontà
a gonfiare il fattuarato della criminalità
Ecco, restiamo umani tanto si sà
in Africa regnano violenza e crudeltà
restiamo con un pensiero accogliente
tanto non c'è speranza per quel continente.
Il pensiero falsumano-buonista
farà la fortuna del bravo scafista
ancora schiavi per vecchi padroni
ancora schiave per vecchi papponi.
(Ezio Spataro)
6 agosto 2018
Socratismo Sanicolense
![]() |
| Quando a sucidarsi non erano i coglioni |
Tirando uova a matula
prepariamo il suicidio di Socrate sempre più solo
e nemmeno ricambiamo gli accorati saluti
che ci giungono dai bastioni di Brolo
La natalità va scemando
i nonni testimoniano fedi senza eredi
ora che il mondo crede nelle farmacie
e non ai santi medici eremiti
E' un epoca in cui si balla
e già che ci stai rimani nel ballo
a meno che non vuoi una vita scialla
e ti rifugi nelle riflessioni di Jo Ann Cavallo
In questo mare di musica
noi ci stiamo e ci nuotiamo
e giungendo al giro di boa
lentamente ci suicidiamo i coglioni
Non apprezziamo il compleanno
della centenaria zia Cira
nulla sappiamo di quell'olio su tela
che fu l'opera di Alfons Mucha
L'eco di una storia da dietro il crinale
ci ricorda la voce di Franco Trincale
sembra invocare quel Giuda traditore
che segna un netto confine tra bene e male
Sotto Marineo le lune non ballano
non seguono le controdanze del coprifuoco
nelle note di un pentecostale razzismo
la primavera di Praga è già revisionismo
Non era il 1462 e nemmeno il Corpus Domini
era solo un guardarsi attorno
un gioco dell'oca da figli dei fiori
eroi non per caso di una valigia vuota
Era una favola moderna
un master of puppets de noartri
e tutto ricomincia come quando vai a Roma
e ti ricordi di salutare Silvano Vinceti
ma nel frattempo stiamo quieti
che non siamo al museo di Caravaggio
prima di dire "a casa finalmente"
va risolto il rebus di Carmelo Clemente.
(Ezio Spataro)
4 agosto 2018
Uova post-ideologiche
| E' nato prima l'uovo o il razzismo? |
Razzismo, cavallo di battaglia ideologico
spauracchio politico-psicologico
uova strapazzate di un tiraggio mediatico
un fascismo morto senza prendere il viatico
Immigrati senza valigie di cartone
alimentano il dibattito-pippone
politicamente corretto l'approdo nel porto
il colonialismo storico di cui nessuno s'è accorto
Si fabbricano i neri santini
del neo-ministro Matteo Salvini
la famiglia cristiana invoca l'esorcista
per scacciare il demone presunto razzista
Chi non ha mai avuto ne manica ne asso
prova a figurarsi un satanasso
il nemico donchisciottiano con le pale al vento
che non apre la porta a chi bussa nel convento
Ebbe ragione Pasolini a stufarsi dei contestatori
quelli che protestavano coi soldi dei genitori
urlavano contro guardie e polizziotti
mentre mangiavano nutella e biscotti
L'opposizione si da alla macchia
la teoria del razzismo per loro è una pacchia
il cavallo ideologico pronto da imbrigliare
quando non si sa che cazzo fare
Governo di sinistra per i decreti sul lavoro
governo di destra per i transgender al pomodoro
esecutivo giallo-verde come grano e zizzania
lo si può cogliere da Pozzallo alla Padania
Si urla alla semina del cattivo seme
al duce il cui ritorno ancor si teme
ma ciò che ancora non si è colto
è che quello ormai è bello e sepolto
Fa comodo avere un duce pronto a spaventare
quando la politica non sa cosa argomentare
così l’opposizione non esce dall’alcova
piuttosto fa tirare un po’ di uova
Ezio Spataro
17 luglio 2018
Passanu li varcuna nta lu nostru mari
si vulissiru avvicinari p'apprudari
vennu di na terra unni triunfa lu mali
ccà l'aspettanu sfruttatura e capurali
Senza dignità, senza dirittu
travagghianu pi scanzari lu pitittu
lassaru la terra di l'antichi avi
e ccà vinniru pi fari li schiavi
Travagghianu comu armali
pi na menza carta di dinari
cogghinu pumadoru, carrianu cassuna
appizzannucci la carina e li purmuna
Assai addumanannu nta li strati
davanzi li bar e li supermercati
cu la coppula vacanti nta li mani
movinu a cumpassioni li cristiani
L'Italia pi trenta dinari
s'avia accattatu di falli sbarcari
pi certuna s'avianu ngrassatu l'affari
ncapu a sta miseria curtivavanu filari
Ora ca lu cuvernu vulissi canciari
e mettiri fini a tuttu stu cummirciari
cci dicinu razzista e disumanu
chissi ca un'annu muvutu mai na manu
Ora ca lu cuvernu vulissi essiri aiutatu
fascista e razzista veni giudicatu
di chissi ca mancianu pani scurdatu
ca sparavanu a vista contru l'immigratu
Ora ca lu cuvernu vulissi n'autra Europa
cci rumpinu lu vastuni cu la scupa
li stati imperialisti ca cunquistaru un munnu
ca foru schiavisti e forsi ancora sunnu
(Ezio Spataro)
30 marzo 2018
Cosa amo e cosa non amo
Non amo la musica di De Gregori
la mattina non mi piace l'odore di caffè
lungo la strada per andare al lavoro
non mi piace fare la gincana tra la gente di fretta
in metropolitana cerco metri quadrati di deserto
non amo gli MP3 nelle cuffie
non amo leggere seduto negli autobus
o all'impiedi tra la folla
preferisco fissare il vuoto
appigliato sui poggiamani del tram
l'unica pratica che mi porta beneficio
la mattina non mi piace l'odore di caffè
lungo la strada per andare al lavoro
non mi piace fare la gincana tra la gente di fretta
in metropolitana cerco metri quadrati di deserto
non amo gli MP3 nelle cuffie
non amo leggere seduto negli autobus
o all'impiedi tra la folla
preferisco fissare il vuoto
appigliato sui poggiamani del tram
l'unica pratica che mi porta beneficio
Non amo la musica dei cantautori italiani
amo strordirmi con brani di Italo disco
amo il sintetizzatore più della chitarra
Dylan mi da la noia come quando
alla riunione di condominio un pensionato
discute del bilancio annuale
amo strordirmi con brani di Italo disco
amo il sintetizzatore più della chitarra
Dylan mi da la noia come quando
alla riunione di condominio un pensionato
discute del bilancio annuale
amo farmi scorpacciate di Simon Le Bon
come un bulimico davanti alle lasagne
amo il sound leggero e spensierato
alla musica di De Andrè preferisco Self Control di Raf
ascoltato coi bassi sparati in un uno stereocar
che ha già fatto la sua vita
alla musica di De Andrè preferisco Self Control di Raf
ascoltato coi bassi sparati in un uno stereocar
che ha già fatto la sua vita
Amo l'immediatezza dell'ignoranza
la meccanica dello stomaco quando sto per recarmi alle urne
amo la repubblica presidenziale con doppio turno alla francese
Non mi piace la musica demenziale-colta di Gaber e Iannacci
molto meglio Checco Zalone
Amo ciò che mi trapassa lo stomaco e mi scende poi nell'intestino
come una cavalcata sintetica dei Righeira
amo l'ignoranza come percorso di purificazione.
la meccanica dello stomaco quando sto per recarmi alle urne
amo la repubblica presidenziale con doppio turno alla francese
Non mi piace la musica demenziale-colta di Gaber e Iannacci
molto meglio Checco Zalone
Amo ciò che mi trapassa lo stomaco e mi scende poi nell'intestino
come una cavalcata sintetica dei Righeira
amo l'ignoranza come percorso di purificazione.
Diffido da chi crede nella bellezza oggettiva
a meno che non si parli di Dio
Amo la vecchietta che va in chiesa e crede nell'aldilà
diffido da chi è troppo concentrato sull'aldiquà
a meno che non si parli di Dio
Amo la vecchietta che va in chiesa e crede nell'aldilà
diffido da chi è troppo concentrato sull'aldiquà
Diffido da coloro che non si fanno mai ingannare
soprattuto durante le campagne elettorali
Credo nelle persone semplici che abboccano ai miracoli
credo nei miracoli e nella moltiplicazione dei pani e dei pesci
credo nel trascendente
Credo nella sovranità popolare
vissuta con sana utopia
credo nell'impossibile
vissuta con sana utopia
credo nell'impossibile
non credo al possibile, perché il possibile non ha bisogno
di una fede
non credo ai piedi per terra, perché i piedi per terra
ce li ho già e mi servono le ali
di una fede
non credo ai piedi per terra, perché i piedi per terra
ce li ho già e mi servono le ali
Credo nella rivoluzione culturale
se fatta da gente non troppo acculturata
non credo al 68 e cose simili
non mi piacciono i Beatles e nemmeno i Rolling Stones
quasi mi sto cercando l'insulto,
amo il giovedi santo e questo è tutto.
(Ezio Spataro)
15 dicembre 2017
La poesia non serve a niente

La poesia non serve a niente
non aumenta il conto in banca
cerca i tesori oltre la morte
custoditi nel regno dell'arte
La poesia non vende,
vive nella profonda utopia
che trascende la visione
di qualunque editorìa
La poesia è mendicante
negli angoli del mondo
vive di espedienti
in attesa del tramonto
La poesia raccoglie versi
nei vicoli nascosti
non percorre le grandi vie
conosce solo i suoi posti
La poesia non si fa vedere
ama il nascondimento
anche le più vivide menti
la trovano a stento.
(Ezio Spataro)
5 novembre 2017
Elezioni
Ebeti elettrizzati enfaticamente
esibiscono edotti encomi
enunciando elucubrate espressioni
estenuante ermeneutica elettorale
enunciando elucubrate espressioni
estenuante ermeneutica elettorale
Liste lodevolmente linde
libano lautamente liete
lampeggiano lumi lanternosi
lesinando lungimiranti lacchè
libano lautamente liete
lampeggiano lumi lanternosi
lesinando lungimiranti lacchè
Essenze elettorali effondono
entro espiazioni esasperanti
elementi ecletticamente edonistici
empaticamente esagerati
entro espiazioni esasperanti
elementi ecletticamente edonistici
empaticamente esagerati
Zuzzurelloni zozzamente zelanti
zavorrano zittamente zibaldoni
zoppicanti zebrano zone zingare
zone zodiacalmente zero
zoppicanti zebrano zone zingare
zone zodiacalmente zero
Idioti istituzionalmente idonei
inventano inique iniziazioni
imponendo istericamente iettature
in illazionate impresentabilità
imponendo istericamente iettature
in illazionate impresentabilità
Occhi orgogliosi ostentano
orchestrate occhiate ossequiose
oscuri onorevoli occludono
orifizi olfattivamente orrendi
orchestrate occhiate ossequiose
oscuri onorevoli occludono
orifizi olfattivamente orrendi
Nonni nettamente nefandi
nascondono nel nepotismo
neri narteci nauseabondi
nichilisticamente nuovi
nascondono nel nepotismo
neri narteci nauseabondi
nichilisticamente nuovi
Istrionici imbambolatori
iniziano impavide imprese
istituzionalmente inetti
impetrano in italico idioma
iniziano impavide imprese
istituzionalmente inetti
impetrano in italico idioma
(Ezio Spataro)
10 ottobre 2017
Marinè e Merdaè
![]() |
Il tempo delle elezioni è vicino
|
Staiu
tra du paisi ca sunnu a tuccari
unu
si chiama Marinè ed è bellu di taliari
l'autru
chinu di merda a tignitè
lu
chiamanu lu paisi di Merdaè
nta
unu si senti lu ciaru di cristiani sinceri
ca dunanu l'affettu e l'amicizi veri
nta
l'autru si senti fetu di catusa e latrini
ca
nn'avemu li naschi sempri chini
A
Marinè ci batti lu suli ed è paratu di la rocca
a
Merdaè cci cadinu pisciazza e strunza di ciocca
nta
unu veni lu cori a fari na passiata
nta
l'autru a ogni passu si pista na cacata.
A
mia nun mi piaci stari a Marinè
quannu
sentu acchianari lu fetu di Merdaè
ma
pi furtuna ora nn'arrivaru l'emigrati
a
purtari lu beddu ciauru a papacciati
picchì
sti nivuri hannu cchiù dignità
di
certi Mirdanisi ca nfittaru na città
e
ora ca vennu l'elezioni comunali
iu
facissi vutari a sti nivuri africani !
Mi
piaci sentiri ciauru a Marinè
unn'era
lu me cori e forsi ancora è
mi
piacissi cogghiri l'aria a purmuna chini
luntanu
di di stu fetu di latrini
allura lu vulissi cummigghiari
ssu
fumeri c'avi sempri d'acchianari
cci eccu la terra ncapu cu na pala
ma
iddu è sempri ddà ca un si nni cala.
(Ezio Spataro)
28 settembre 2017
Comitato Cittadino per la difesa della Poesia
Mi degno di annunciare il comitato
con
tanto di omissis e codice fiscale pubblicato
residente
in territorio augusto
creo poesie e componimenti d'alto fusto
In
vista delle prossime elezioni
raggiungo orgasmi di composizioni
vista la posta in gioco al comune
scriverei
nel deserto e in mezzo alle sue dune
Al soldo di Verga e Bufalino
promuovo la dignità del cittadino
giuro di non aver la testa ancor battuto
a
giorni sarà pronto lo statuto
E ho ben lottato e sgomitato
per
formare il suddetto comitato
ho
colto tutta la mia essenza
nell'assunto
che in poesia posso cambiare residenza
La poesia bene comune e primario
come
l'acqua che dovrebbe arrivare alla Variante e al Calvario
la poesia che esige degna sepoltura
nel cimitero comunale della cultura
Son dalla parte del cittadino
son poeta che rimane sempre bambino
vorrei amministrare il comune
giocando
alla corda e tirando la fune
Ho
sempre vinto al premio di poesia
son poeta cui si può dare del vossìa
il
mio padrino fu Ciro Spataro
antico
mecenate e protonotaro
Di
certo non son l'ultimo coglione
conosco gente come Giovanni Perrone
la
mattina a colazione mangio poesia e tumazzo
come una volta m'insegnò padre Randazzo
Sostenenete
il comitato e diffondete
ne
può far parte persino un prete
qualunque
estrazione è bene accetta
Leo
Pasqua, La Sala o padre Purpetta
Si accolgono cattolici, atei e manciatari
o chi
non frequenta le adiacenze degli altari
sappiate
che il comitato della poesia
tollera
persino la prolungata lagnusia
Prima
di darvi l'ultimo commiato
vi
esorto a sostenere il comitato
idee
a confronto sulla poesia che ci attende
c'è
tanto bisogno di un poeta che si spende.
13 settembre 2017
Intervista a Franco Butera

- A che età hai cominciato ad
ascoltare musica e quale è stata la prima musica che hai ascoltato e
per il tramite di chi ?
Quando avevo l’età di circa 15 anni,
mio padre, che era titolare di una ditta di vendita e distribuzione
di generi alimentari sul territorio siciliano, di tanto in tanto
finaziava una radio locale, Radio Marineo Centrale, in cambio di
pubblicità. Mio padre stesso mi invitò ad andare presso la radio
per conoscere le persone che la gestivano. Misi a frequentare la
radio con una certa intensità e lì ebbi modo di conoscere e
ascoltare diverse tipologie di musica. Iniziai ascoltando la musica
dei cantautori italiani quali De Gregori, Cocciante e Battiato, ma
subito dopo grazie ai ragazzi della radio fui iniziato alla musica
rock e hard rock : Pink Floyd, Doors, ACDC, Deep Purple, ecc, ecc…
- Quando e come sei venuto a
conoscenza della musica New Wave ?
A Villafrati abitava un ragazzo più
grande di noi, Salvo Cuccia, che organizzava serate all’aperto. In
una di queste serate vennero proiettati i primi video musicali che
avessimo mai visto. In Inghilterra c’era stata l’esplosione dei
video musicali, ma in Sicilia le novità arrivavano sempre con un
certo ritardo. Quella sera rimanemmo particolarmente colpiti dal
video della canzone “Rio” dei Duran Duran in cui si vedevano
questi musicisti vestiti tutti eleganti. Anche noi su quell’onda
iniziammo a vestirci più eleganti. L’eleganza nel rock per anni
era stata bandita, uscivamo da un periodo di punk e hard rock in cui
i musicisti cercavano di essere più stracciati e trasandati
possibile. Noi rimanemmo affascinati da tutta quella eleganza e ne
seguimmo la scia. Quella sera tra i video proiettati c’erano quelli
di altre band inglesi allora considerate emergenti come gli Spandau
Ballet e i Depeche Mode.
- Quali sono i primi gruppi New Wave
che hai ascoltato ?
Duran Duran, Spandau
Ballet, Simple Minds, Cure, U2, Depeche Mode.
- Che emozioni ti dava l’ascolto
di questa musica ?
Voglia di evadere dalla terra natìa,
il nostro sogno era quella di raggiungere qualche terra anglosassone
quali Inghilterra e Irlanda, un posto dove saremmo stati accettati e
non giudicati per il nostro modo di vestirci o di essere. Già lo
stesso fatto di sentir cantare in Inglese ci faceva sentire come se
fossimo già all’estero, in quei luoghi che fino ad allora avevamo
visto solo in qualche programma televisivo.
- Ci sono state band o brani in
particolare che sono collegati a certi eventi , fasi, o ricordi della
tua vita ?
Ricordo un video dei Bronski Beat
“Smalltown Boy” in cui si vedeva un ragazzo omosessuale partire
in fretta dal suo paese col primo treno per dirigersi in qualunque
altro posto pur di liberarsi dai pregiudizi che lo attanagliavano nel
suo paese natio. Io mi identificavo tanto in quel ragazzo, non di
certo per l’omosessualità, bensì per la sua voglia di scappare da
un paese che non lo comprendeva. Inoltre ricordo un video degli
Smiths in cui si vede un ragazzo scorazzare su una bicicletta. La
bicicletta per noi era un simbolo di libertà, soprattuto in un posto
come la Sicilia dove non esisteva la cultura di spostarsi con la
bicicletta. La bici ci ricordava, Amsterdam, le città olandesi e
inglesi con una forte cultura anglosassone in cui la bicicletta era
il mezzo più importante ancor più delle automobili.
- Chi erano i tuoi gruppi preferiti,
o il gruppo preferito, se ce n’era uno?
Non avevo un gruppo preferito in
particolare, sicuramente i gruppi che ascoltavo di più erano gli U2
i Simple Minds e i Cure.
- Ascoltavi questi gruppi solo per
l’aspetto musicale, o anche per il look e lo stile di vita, c’era
una qualche identificazione nel loro stile ?
Sicuramente non solo per l’aspetto
musicale, ma anche per il loro look e il loro stile di vita. Quando a
18 anni un estate con un gruppo di amici partimmo per Londra, anche
in piena estate, a costo di sudare, restavamo coi nostri spolverini
neri o i nostri impermebili lunghi e gli anfibi, perché per noi era
una sorta di divisa, un uniforme che non potevamo tradire.
- La musica era per te un fatto
individuale o un fatto di branco? O vivevi entrambe le dimensioni?
Ascoltavi la musica anche da solo o soltanto quando eri insieme ai
tuoi amici ?
Ascoltavo quella musica sia quando ero
da solo che quando ero in compagnia. Ovviamente c’era musica che si
prestava meglio all’ascolto condiviso come per esempio “Sunday
Bloody Sunday “ degli U2 in quanto quella era una canzone di
protesta, di indignazione, una sorta di grido comune. D’altro canto
c’era una musica più intimistica, più interiore, più oscura,
come ad esempio i Cure, che potevo anche ascoltare benissimo da
solo, magari anche nelle ore notturne.
- Di cosa parlavate con gli amici
quando ascoltavate questa musica ? Vi sentivate fuori dal mondo,
diversi da tutti gli altri?
Si parlava di sogni e aspirazioni volte
all’evasione, si parlava di come scappare dal posto in cui ci
trovavamo, a volte così capitava che ci mettevamo in viaggio con la
macchina senza una meta, solo per simulare quella sensazione di
viaggio, di evasione che magari sarebbe durata soltanto una notte.
- Chi erano i vostri modelli di
riferimento?
Se c’era un modello di riferimento
quella era sicuramente Bono Vox. Bisogna dire comunque che in quel
periodo gli U2 non erano ancora famosi e non avevano ancora
conosciuto la deriva commerciale che li caratterizzò anni più
tardi. Si poteva assistere ad un concerto degli U2 entrando in un
qualsiasi pub di Dublino.
- Andavi a cercare i dischi nei
negozi o aspettavi che magari qualche amico ti registrava le cassette
? Chi erano i tuoi pusher ?
Non ero il tipo da comprare dischi, mi
facevo registrare le cassette dagli amici. Gli amici esperti che
seguivano le evoluzioni della scena musicale e che compravano i
dischi, erano loro che ci facevano conoscere i gruppi e gli album. A
tal proposito mi ricordo anche situazioni in cui usciva una canzone o
un album ed erano tutti entusiasti, poi quando quella canzone o quel
gruppo facevano successo e venivano ascoltati da molte più persone
allora gli esperti della comitiva, i guru musicali, storcevano il
naso e rinnegavano quel gruppo. Questo successe ad esempio coi Duran
Duran, quando usciì “Rio”, all’inizio erano grandi, poi quando
la canzone ebbe successo improvvisamente i guru dicevano che quella
canzone era uno schifo. Addirittura era talmente importante
l’opinione di tali esperti che alcuni miei amici per non deluderli
facevano finta che gli faceva schifo quella determinata canzone o
band e aspettavano di essere soli per poterli finalmente ascoltare in
tutta serenità.
- La droga, la trasgressione e
l’evasione c’entravano e quanto con la musica che ascoltavate ?
All’inizio poco, ma col tempo la
situazione degenerò e certe droghe cominciarono a circolare e ad
essere consumate. Stavamo entrando in una situazione di malinconia e
depressione, per il fatto che non eravamo contenti di stare nel posto
in cui stavamo, e ormai non ci bastava più qualche fuga ogni tanto,
perché poi dovevamo tornare alla dura realtà, e anche i nostri
doveri scolastici cominciavano a pesarci non poco.
- Hai nostalgia di quel periodo e
perché ? Ti capita ancora di ascoltare quella musica e quanto spesso
?
Si, nonostante i momenti bui che
passammo, ho molta nostalgia di quel periodo e continuo anche ad
ascolatre quella musica, che adesso non è considerata così
trasgressiva come allora. I Cure adesso vengono passati nelle
emittenti Radio più famose.
- Che sonorità preferivi : quelle
più pop e spensierate, o quelle più dark ?
Preferivo quelle più dark, perché
facevano viaggiare di più la mia mente. E’ sempre tutto collegato
all’evasione di cui ti ho parlato.
- Seguivi programmi musicali in TV ?
Quali ?
Il programma che aspettavamo con ansia
e che seguivamo con quasi religiosa attenzione era DJ Television.
Quello era il canale principale da cui attingevamo le nostre
conoscenze in fatto di gruppi e album prodotti. Se un gruppo non
veniva passato su DJ Television praticamente non esisteva. Il video
rappresentava un mezzo nuovo e forte. Perché attraverso il video
veniva plasmato tutto il nostro immaginario in fatto di look,
colori, abbigliamento, atteggiamento, trucco, capigliature e
quant’altro. Il video era la quasi totalità del nostro vissuto
musicale.
****Intervista eseguita da Ezio Spataro presso Asolo (TV)****
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